Comunicato sul depuratore comprensoriale di Lavagna

Comunicato sul depuratore comprensoriale di Lavagna

13 aprile 2015

Regione – Della Bianca (Gruppo Misto): «Il progetto del depuratore comprensoriale di Lavagna fa decisamente acqua da tutte le parti. È necessaria innanzitutto una dettagliata analisi dei costi, e come chiesi già in passato, un controllo scrupoloso dello studio idraulico del fiume Entella per comprendere gli effetti della colmata sul deflusso della acque durane la piena. Il tutto deve essere fatto il prima possibile perché si tratta di una corsa contro il tempo,  poiché sul Comune di Lavagna incombe il pericolo della sanzioni europee che dovrebbero scattare subito dopo maggio, in assenza di un progetto concreto per superare la mancanza di impianti funzionanti».

 

La Della Bianca presentò in data 20 dicembre 2012 e 4 luglio 2013 due interrogazioni a risposta scritta in cui chiedeva all’allora assessore all’Ambiente Renata Briano se Regione Liguria potesse fornire lo studio idraulico degli effetti della colmata sul deflusso delle acque durante la piena, e lo studio idraulico del fiume Entella su cui si basa la progettazione della messa in sicurezza correlata al prolungamento di viale Kasman.

«Nella risposta che ricevetti dall’assessore  – dice la consigliera – mi venne spiegato che lo studio di fattibilità predisposto da Iren, considera gli aspetti idraulici, eventualmente interferenti con la previsione impiantistica in oggetto, rapportandoli alla scala progettuale come elaborata, e che dovevano essere approfonditi con l’implementazione dei successivi livelli progettuali, ma non mi venne fornito nessun studio idraulico come da richiesta”.

La consigliera Della Bianca sottolinea come a fine gennaio il presidente Burlando assieme all’assessore alle Infrastrutture Paita avessero ribadito la volontà di realizzare a Lavagna un depuratore comprensoriale che servisse il territorio della Val Petronio. Già lo scorso anno la Provincia di Genova e l’ente regionale diedero il via alla realizzazione di quest’opera da 80 milioni di euro, osteggiata dai residenti della città costiera in quanto ritenuta pericolosa per via dei suoi effetti sulla foce del fiume Entella e sul parco faunistico classificato sito d’interesse comunitario.

«L’opera – spiega Della Bianca – dal valore di 80 milioni di euro, dovrà essere realizzata in tempi brevi. In caso contrario l’Italia riceverà una sanzione da parte di Bruxelles perché quest’area, ovvero il Tigullio orientale, non ha sistemi completi ed integrati di trattamento e depurazione. Il Sindaco del comune di Lavagna in questi giorni ha lanciato una provocazione: se si intende realizzare un depuratore comprensoriale deve essere condiviso con Cogorno e Ne senza il bacino idrico della Val Petronio. Lo scopo è quello di togliere Lavagna dal pericolo delle sanzioni europee».

La consigliera ribadisce come si tratti di una corsa contro il tempo e che proprio per questo motivo, è urgente quanto prioritario per il Comune di Lavagna tappare i ‘buchi’ nel progetto sul nuovo depuratore comprensoriale del Tigullio.