Comunicato su PDL riordino del servizio sanitario regionale – attività dei medici Intramoenia

Comunicato su PDL riordino del servizio sanitario regionale – attività dei medici Intramoenia

Venerdì 7 novembre 2014

 

Regione – Della Bianca (Gruppo Misto): «Una legge deve incontrare i bisogni dei cittadini e la loro tutela ad avere dei servizi sanitari di qualità e in tempi utili. La proposta bipartisan in discussione in Commissione Sanità, di concedere ai primari o equiparati la possibilità di avere un orario flessibile, rischia di creare ulteriori scompensi in un sistema regionale già così fragile».

 

Lunedì 10 novembre, in Commissione Sanità, verrà votata la Legge 370 sull’attività dei medici intramoenia e le modifiche alla legge regionale del 7 dicembre 2006 n. 41 sul Riordino del Servizio Sanitario Regionale.

«Chi è oggi primario o equiparato a tale, in base alla legislazione attuale regionale svolge la propria attività a tempo pieno nelle strutture – spiega la consigliera -. Lo scopo della legge in questione è quello di fare in modo che i medici suddetti possano avere più flessibilità e quindi un orario ‘parziale’. Secondo i proponenti del PDL, dando la possibilità di ottenere un orario flessibile a tali medici, si eviterebbero le fughe in altre strutture sanitarie anche di regioni diverse dalla Liguria, perché in questo modo, verrebbero in un certo senso accontentati e soddisfatte le loro esigenze».

La consigliera Della Bianca considera che lo strumento per evitare le fughe sia garantire un servizio sanitario nel suo complesso adeguato ai bisogni.

«È prima necessario intervenire sul fatto ad esempio, che in Liguria alcune attività sanitarie sono inadeguate dal punto di vista dell’offerta e delle strutture (pensiamo alle liste di attesa lunghissime) – dice Della Bianca -. Il rischio è che se un primario o equiparato tale ha flessibilità nell’orario e nella possibilità di muoversi da una struttura all’altra, diventa difficile trovarlo per i pazienti che il più delle volte sarebbero costretti a rivolgersi ad altri medici, o ad andare a pagarsi una visita privata. Si tratta sostanzialmente di una legge buttata giù in un modo un po’ grossolano che dovrebbe essere articolata diversamente, pensando prima di tutto ai pazienti  e alle loro esigenze».