Comunicato su nuovo modello ISEE

Comunicato su nuovo modello ISEE

5 febbraio 2015

 

 

«Dal primo gennaio i contribuenti sono alle prese con la presentazione del nuovo modello Isee che essendo un rebus ha gettato nel caos cittadini e patronati. Regione Liguria dovrebbe intervenire attraverso la Conferenza Stato-Regioni sul Governo affinché venga semplificato il provvedimento in questione, avendo già a disposizione presso gli enti preposti le diverse banche dati di tutti i cittadini italiani (vedi Agenzia delle Entrate, Motorizzazione, decadenza del segreto bancario ecc.), al fine di normalizzare una situazione oggi insostenibile  per gran parte della popolazione già sita in fascia debole».

 

A partire dal primo gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo modello Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente che prevede parametri e maglie più restrittive: rendita catastale, giacenza media in banca, libretto di immatricolazione auto e moto, redditi 2013 ecc.

«I contribuenti sono finiti nel più completo caos – spiega Della Bianca -, alle prese con scadenze improrogabili e mille scartoffie da compilare, il più delle volte indecifrabili, per conoscere le somme da versare o i bonus di cui godere in materia di rette di asili nido, scuole e soprattutto servizi sanitari in particolar modo per anziani e disabili».

 

In questo marasma, per ottenere informazioni e per presentare l’Isee ci si affida ai Caf e ai Patronati che proprio per la compilazione di questo nuovo modello dell’indicatore economico sono oberati di lavoro e non riescono a soddisfare tutte le richieste pervenute.

 

«Ho presentato un’interrogazione – dice la consigliera – per sapere se Regione Liguria intende intervenire attraverso la Conferenza Stato-Regioni nei confronti del Governo, affinché venga semplificato il provvedimento in questione, avendo già a disposizione presso gli enti preposti le diverse banche dati di tutti i cittadini italiani (vedi Agenzia delle Entrate, Motorizzazione, decadenza del segreto bancario ecc.), al fine di normalizzare una situazione oggi insostenibile per gran parte della popolazione già sita in fascia debole».