Comunicato su ARTE: case popolari a chi può spendere 5mila euro

Comunicato su ARTE: case popolari a chi può spendere 5mila euro

Le spese folli della sanità ligure scaricate sui poveri. L’opera d’ARTE della Regione

 

Genova 27 febbraio 2015 – Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto): <<La situazione che si è venuta a creare intorno ad A.R.T.E. (Aziende regionali territoriali per l’edilizia ) è drammatica. Ora si profila uno smacco gigantesco, le case popolari vengono date a chi può spendere>>.

 

La grave situazione di cassa di ARTE e l’impossibilità di perseguire la propria missione istituzionale, in questo momento delicatissimo e importante per le fasce più deboli del paese, è chiaramente dimostrata dalla deliberazione  della Giunta regionale n. 1281 del 17/10/2014 avente ad oggetto: “Criteri generali per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art. 3 comma 1 lett. B) della l.r. n. 10/2004 e successive modifiche e integrazioni”.

Con detta delibera la Giunta, de facto prende atto della carenza  di risorse (e di cassa) da parte delle ARTE e fa chiedere agli assegnatari, “per abbreviare i termini di assegnazione”, di anticipare le spese di manutenzione necessarie all’immissione nell’immobile.

Si riporta testualmente:

“Al fine di abbreviare i termini di assegnazione, il Comune d’intesa con l’ente gestore ha la facoltà di proporre all’assegnatario un alloggio che necessiti di interventi di manutenzione ordinaria e/o di adeguamento alle vigenti norme di sicurezza. In tal senso, viene stipulata una specifica convenzione in forza con la quale: 1) l’assegnatario si impegna ad anticipare le spese dell’intervento che saranno decurtate dai futuri canoni secondo il piano concordato. 2) l’ente gestore, previa approvazione del capitolato e del preventivo di spesa dei lavori, autorizza gli stessi ed esegue le opportune verifiche”.

Quindi i più deboli vengono dimenticati e abbandonati dalle Istituzioni. Se puoi pagare 5mila Euro per ristrutturare la casa allora passi avanti in graduatoria. E chi non ce li ha? Beh nessun problema aspetti.

Perché ARTE non ha disponibilità economica per svolgere la sua funzione di edilizia pubblica? Semplice perché si è accollata i debiti della sanità ligure (attraverso le cartolarizzazioni del  2011).

E perché ARTE si è accollata i debiti della sanità ligure? Ancora più semplice, perché altrimenti la Regione Liguria, o meglio la Giunta regionale, avrebbe dovuto aumentare le tasse ai Liguri per coprire il disavanzo come indicato dalla Corte dei Conti*.

Se una regione spende male le sue risorse e si indebita è obbligata ad aumentare le tasse in modo che i cittadini elettori possano essere informati della gestione. Così possono valutare l’operato della Giunta regionale e comportarsi di conseguenza quando saranno chiamati ad esprimere il loro giudizio.

ARTE sta subendo sui propri bilanci il peso degli oneri finanziari determinati dalla operazione di cartolarizzazione. Lo ‘sfrido’ tra somme ottenute in anticipazione da parte di ARTE da Banca Carige e l’anticipazione di cassa regionale girata da Regione ad ARTE ha generato a carico di ARTE interessi passivi e spese di commissione bancaria di:

1) 1,385 mln di Euro nel 2012; 2) 3,455 mln di Euro nel 2013; 3) 2,640 mln di Euro nei primi tre trimestri del 2014.

Il peso degli interessi crescerà notevolmente nel corso del 2015 dal momento che la Regione non potrà fare ricorso alla anticipazione di cassa a favore di ARTE, secondo quanto dalla stessa legiferato nella legge 19.12.2914 n.40 all’art.31.

Ho presentato sulla questione un esposto riassuntivo al Procuratore della Corte di Conti di Genova con oggetto: “Cartolarizzazioni a copertura di disavanzi sanitari della Regione Liguria. Conseguenza sulla gestione di ARTE”.

Tale esposto è frutto della documentazione ottenuta dopo varia corrispondenza con i vertici dell’Azienda.

 

* “L’operazione di indebitamento attuata dalla Regione Liguria non è conforme alle disposizioni di cui all’art.3 commi 16-18 L. 24.12.2003, n. 350  e all’art. 119 comma 6 della Costituzione. La regione cioè ha fatto ricorso a un indebitamento sostanziale, cosa che è consentita dall’ordinamento solo per le spese di investimento”.