Risposta all’interrogazione sulla piattaforma Maersk

Risposta all’interrogazione sulla piattaforma Maersk

In relazione ai quesiti formulati con l’interrogazione in oggetto, si precisa quanto segue.

La realizzazione della piastra multifunzionale di Vado Ligure è stata sottoposta a procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale regionale nel 2009, secondo quanto richiesto dal Ministero dell’Ambiente nel Decreto n. 371 del 18 aprile 2005 recante la positiva pronuncia di compatibilità ambientale del Piano regolatore Portuale del Porto di Savona Vado.

Il Progetto definitivo della Piattaforma prevede un fabbisogno di materiali per la realizzazione dell’ area a terra della piastra e per la bonifica geotecnica e l’imbasamento di cassoni di circa 1.800.000 mc.

Secondo il progetto, circa 900.000 mc dei materiali saranno ottenuti dagli sbancamenti necessari alla sistemazione dell’area retro-portuale, mentre la restante parte è da ricercarsi fra le  terre e rocce di scavo provenienti da cantieri limitrofi; Il ricorso all’utilizzo di materiale di cava è legato all’impossibilità di riutilizzo di terre e rocce da scavo e non può superare comunque il 25%.

Per la realizzazione della piattaforma è inoltre previsto il dragaggio di circa 500.000 mc di sedimenti marini che saranno utilizzati all’interno di una parte dei cassoni, per il riempimento di una banchina e la realizzazione di una cassa di colmata.

Il riutilizzo di materiale da scavo proveniente da interventi da aree limitrofe alla Piattaforma è pertanto da considerarsi una soluzione già individuata nel progetto sottoposto a VIA e del tutto in linea con le direttive europee che raccomandano il recupero e il risparmio delle risorse naturali.

La Giunta ha pertanto approvato con DGR 1454 del 19 novembre 2013 il Piano di Utilizzo dei materiali di scavo prodotti dalla realizzazione dell’Aurelia bis che prevede il conferimento al cantiere di Vado ligure di rocce da scavo provenienti dalla perforazione delle gallerie tra Albisola e Savona.

Il materiale è risultato fino ad oggi del tutto compatibile con le esigenze del cantiere e la tutela dell’ecosistema marino costiero.