Risposta all’interrogazione sui vaccini antinfluenzali

Risposta all’interrogazione sui vaccini antinfluenzali

In risposta all’interrogazione in oggetto si comunica quanto segue:

 

L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica per l’elevato numero di casi che si verificano in ogni stagione, anche mortali.

 

Le campagne vaccinali antinfluenzali vengono organizzate secondo principi di sanità pubblica in attuazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale ed in base alle indicazioni della circolare annuale del Ministero della Salute che stabilisce tra l’altro il periodo della campagna, che va dai primi di ottobre sino alla fine di dicembre e stabilisce una percentuale di copertura vaccinale da raggiungere, fermo restando che l’offerta gratuita della vaccinazione alla popolazione >=65 anni è una delle certificazioni LEA (livelli essenziali di assistenza) richieste.

 

Ciò premesso, l’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali viene programmato dalle AA.SS.LL. sulla base di specifici indicatori, in parte forniti dai dati storici di utilizzo del vaccino negli anni precedenti ed in maniera progressiva, frazionando l’approvvigionamento, sia per problemi logistici (deve essere garantita la catena del freddo e la corretta conservazione negli appositi frigoriferi), che per valutare il reale utilizzo, allo scopo di ridurre al minimo le dosi non utilizzate.

 

Gli acquisti di dosi di vaccino avvengono in maniera centralizzata, tramite la CRA (Centrale Regionale Acquisti), il costo delle dosi è pari a meno della metà del costo del vaccino presso le Farmacie.

 

Per varie motivazioni, in ultimo i noti fatti relativi al ritiro precauzione di alcuni lotti di vaccino in commercio e la successiva amplificazione mediatica, dalla stagione pandemica (anno 2009) si è verificata una riduzione dell’adesione alla vaccinazione da parte della popolazione che, una capillare e rassicurante informazione regionale e soprattutto aziendale, ha in parte contenuto.

L’affermazione di cui sopra  è oggettivamente dimostrata da quanto osservato nelle ultime campagne, dove la giacenza media di vaccini antinfluenzali è risultata attorno al 3-4% sul totale degli acquisti che tradotto in numero assoluto risulta in circa 10/11mila dosi sul totali di oltre 350mila dosi. Anche nel corso dell’ultima stagione influenzale 2014-2015, nonostante l’immotivato e già citato amplificazione mediatica, le giacenze  sono rimaste contenute assommando ad un valore stimato di circa 8%.

 

I vaccini antinfluenzali sono prescrivibili e acquistabili in farmacia, mentre la distribuzione per conto (DPC) non è percorribile nell’ambito della campagna vaccinale, escludendo le AA.SS.LL., in quanto:

  • va adempiuto quanto disposto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale
    • dalle indicazioni delle Circolari del Ministero della Salute
    • dalle richiesta per la certificazione LEA;
  • sono note le difficoltà dell’utenza, in particolare le fasce di popolazione fragile, ad effettuare più passaggi dal proprio medico di famiglia per farsi prescrivere il vaccino, acquistarlo e poi tornare dal medico per la somministrazione;
  • il costo del vaccino risulta decisamente maggiore che acquistato dalla ASL ;
  • deve essere garantita la corretta conservazione del vaccino e la corretta somministrazione dello stesso;
  • devono essere contabilizzati i soggetti vaccinati, dividendoli per le fasce previste dalla Circolare ministeriale;
  • deve essere garantita la gratuità prevista dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale e dalla annuale Circolare ministeriale.
  • una distribuzione da parte delle farmacie comporterebbe un carico organizzativo ben più oneroso che quello tramite le strutture pubbliche, senza contare che le implicazioni di carattere economico per la collettività sarebbero ben maggiori