Risposta ad interrogazione su ulteriore finaziamento assegnato ad Agenzia Liguria

Risposta ad interrogazione su ulteriore finaziamento assegnato ad Agenzia Liguria

In relazione all’interrogazione a risposta scritta di cui all’oggetto nella quale venivano formulati i seguenti quesiti:

  1. se sia opportuno stanziare 40mila euro in un momento in cui sta per nascere dalla fusione dell’Agenzia Liguria Lavoro e dell’Agenzia Regionale per i Servizi scolastici ed Universitari un nuovo ente;
  2. Se all’interno della Regione non esistano specifiche professionalità a cui affidare il perseguimento degli obiettivi che sono stati affidati ad Agenzia Liguria Lavoro;
  3. Fino ad oggi, quindi, chi si sia occupato degli assetti tecnico-organizzativi del Distretto, della redazione dei Piani di Distretto socio-sanitario e così via.

  

Si rappresenta quanto segue.

 

In relazione al quesito sub 1):

l’opportunità deriva dalla considerazione che anche dopo la fusione delle attività del nuovo ente saranno assorbenti delle attività degli enti aderenti alla fusione stessa. Pertanto le somme attribuite e gli incarichi conferiti ai singoli enti diverranno patrimonio del nuovo ente senza soluzione di continuità fra gli enti preesistenti, ed il nuovo quindi non si avrà spreco di risorse, posto che il nuovo ente subentrerà in tutto e per tutto agli enti oggetto della fusione.

 

Relativamente al quesito sub 2) e 3), che è opportuno accorpare al fine di fornire una risposta complessivamente esaustiva:

all’interno dell’Ente Regione sono presenti le professionalità richieste, anche molto qualificate, ma in numero troppo esiguo in relazione al carico di lavoro attribuito al Servizio Pianificazione e Programmazione delle Politiche Sociali Integrate che, come è sicuramente noto all’interrogante, oltre alle problematiche connesse alla realizzazione del Piano Sociale Integrato, strumento in sé complesso, deve seguire anche i temi della non autosufficienza, disabilità, dell’invecchiamento, dell’inclusione sociale, e tutti gli aspetti connessi alle politiche sociali della Regione. Per altro stante il blocco completo delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, non è nemmeno possibile, neppure attraverso il ricorso allo strumento della mobilità tra enti, implementare l’organico della Struttura con l’inserimento del personale necessario alla gestione delle problematiche connesse alla completa e soddisfacente realizzazione di quanto previsto dallo strumento pianificatorio regionale. Inoltre, il Piano appena adottato si fonda sul metodo di coinvolgimento attivo degli attori territoriali (pubblici e privati), al fine di conseguire in modo efficace gli obiettivi del Piano stesso, che rappresentano una importante sfida di cambiamento reale, e non solo enunciato, dell’attuale sistema integrato dei servizi. Tale attività di coinvolgimento implica lo svolgimento di azioni specifiche sui vari territori. È evidente quindi che la Struttura regionale necessita di supporto qualificato, quantomeno per le attività previste dal Piano Sociale, con riferimento al territorio (i Distretti Sociosanitari sono articolazioni territoriali frutto dell’unione di Comuni). Inoltre, si ricorda che già in fase di redazione dei precedenti Piani Sociali fu necessario  fornire alla Struttura competente un supporto qualificato, mediante il conferimento di incarichi di consulenza e supporto sia su obiettivi mirati che si carattere generale.