Lettera la Direttore del Secolo XIX su Casa di riposo di Sanremo PDF Stampa E-mail
Sabato 21 Gennaio 2012 13:26
Genova,  21/1/2012
Al  Direttore de Il Secolo XIX
Dott. Umberto La Rocca



Gentile Direttore,
non si può rimanere indifferenti di fronte a violenze inaudite e sconcertanti come quelle scoperte nella casa di riposo ‘Fondazione G. Borea e Z. Massa’ di Sanremo.
Anziani picchiati, insultati, legati ai letti e abbandonati in condizioni igieniche indecenti sono immagini che mai avremmo voluto vedere. Purtroppo però, non è la prima volta che un simile copione si ripete. Altri centri per anziani di Genova e La Spezia furono in passato teatro di simili raccapriccianti situazioni.
Il recente fatto di cronaca  legato alla casa di riposo di Sanremo non fa che riportare alla luce la mancanza di verifiche e controlli adeguati da parte dell’ente Regione.
E’ scandaloso ciò che è accaduto, a maggior ragione se si considera che solo come dirigenti lavorano circa trenta persone tra dipartimento alla sanità e agenzia regionale a servizio della sanità ligure.
Proprio per questo motivo, attraverso l’interrogazione a risposta immediata che ho presentato in questi giorni, pretendo di sapere quali azioni, urgentemente, si intendano intraprendere per evitare altri casi del genere nella nostra regione.
E’ assurdo che siano stati necessari mesi in cui le fiamme gialle hanno dovuto documentare con immagini e filmati gli abusi nei confronti degli ospiti della casa di riposo degli ‘orrori’, quando la Regione Liguria dovrebbe, a priori, essere in grado di verificare quale sia il livello professionale dei propri dipendenti che lavorano nel comparto sanitario.
Tutti ormai sappiamo che da mesi l’amministrazione regionale lamenta una riduzione di trasferimenti sulla sanità, a fronte di una popolazione sempre più anziana fragile e bisognosa, e poi dimostra di non avere la situazione sotto controllo tagliando posti in strutture di eccellenza.
Da tempo seguo con attenzione tutto ciò che riguarda la sanità in Liguria e di conseguenza i servizi offerti alle persone anziane nella nostra regione. Nel novembre del 2010, assieme ai miei colleghi del Pdl presentammo un’interpellanza in cui chiedevamo alla Giunta e all’assessore alla salute Montaldo un quadro dettagliato dell’attività, dell’utenza, dei costi dell’assistenza residenziale e semiresidenziale per gli anziani. Volevamo anche comprendere perché, rispetto alle altre regioni del Nord Italia, la Liguria deteneva e detiene tuttora la maglia nera per quanto riguarda i servizi offerti agli anziani. Già allora ottenemmo risposte evasive e poco chiare.
Non mi detti per vinta e continuai ad insistere. A maggio dello scorso anno presentai un’interrogazione per far adottare in Liguria un servizio innovativo, lanciato dalla regione Lazio, per la prevenzione dell’isolamento sociale e la mortalità della popolazione anziana. Si trattava di  un monitoraggio attivo che prevedeva livelli diversificati su interventi mirati a promuovere e rafforzare le reti di supporto degli anziani.  Anche in quella occasione si fecero orecchie da mercante.
Come se non bastasse, alla fine del 2011, appresi che la Giunta avrebbe deciso una contrazione di 300 posti nelle strutture di residenzialità per gli anziani. Chiesi quindi con urgenza all’assessore Montaldo se una simile allarmante notizia fosse vera, perché una ulteriore contrazione dei posti di residenzialità per anziani sarebbe stata una misura indegna per una regione che vuole assicurare standards assistenziali minimamente accettabili.
A fronte di tutti questi ‘precedenti’, la situazione sanitaria della nostra regione diventa oltremodo preoccupante, se si considera che già presenta l’assoluta inadeguatezza dei volumi dell’assistenza residenziale e semiresidenziale agli anziani e questo lo si può desumere dalla stessa Relazione sullo stato sanitario del paese resa pubblica dal Ministero della Salute. La Liguria è infatti la regione che offre meno servizi socio-sanitari ai propri anziani sia in termini di posti, sia per gli effettivi fruitori, sia per il numero medio di giornate per utente. I dati parlano chiaro: la Liguria riceve rispetto alla media nazionale il 7,8% in più pro-capite. Il problema è che spende l’11,4% in più della media nazionale.
Se regioni come Lombardia, Friuli, Veneto e Toscana riescono ad offrire un cospicuo pacchetto di servizi agli anziani, nell’ambito di quote di FSN molto più ridotte rispetto alla assegnazione attribuita alla Liguria, è evidente l’inefficienza del sistema sanitario ligure e l’inconsistenza del tanto vantato risanamento strutturale, così come risultano infondate le recriminazioni sulla presunta sottostima dei fondi assegnati.
Ad aggravare ulteriormente questo già preoccupante quadro sulla sanità, ecco che poi si scoprono case di riposo trasformate in veri e propri ‘lager’. Mi chiedo quanto la Regione intenda ancora aspettare, prima di intervenire attraverso azioni mirate ed efficaci, per evitare altri casi simili a quello di Sanremo. Non si può far pagare il peso degli sprechi e l’inefficienza del sistema solo operando tagli ai servizi, tanto meno quando si parla di assistenza agli anziani.
‘La vecchiaia è l’adolescenza dell’infinito’ scrisse Victor Hugo. Gli anziani infatti sono preziosi e dobbiamo sempre ricordarci che ci aiutano a rendere migliore la nostra vita. L’assessore Montaldo pochi giorni fa ha detto che ‘esamineranno con rigore tutte le misure per tutelarli’. Mi auguro sinceramente, che questa volta dalle parole, la Giunta passi finalmente ai fatti.

Raffaella Della Bianca                                

 

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